IL BUON VINO DELL'AFRICA

IL BUON VINO DELL'AFRICA

IL BUON VINO DELL'AFRICA
Già da molti anni indietro prima di noi, Il vino è sempre stato una bevanda molto diffusa ed apprezzata. E tra le ragioni per le quali gli intenditori, ma anche gli semplici amanti del vino lo gradiscono, possono essere citate : Il suo gusto che avvolge il palato, le sue proprietà nutritive, ed i suoi effetti psicotropi (vale a dire i suoi effetti inebrianti).

Spesso non menzionati -- ad eccezione di alcuni come i paesi del Magreb e il Sudafrica di cui parlerò più avanti in questo articolo -- nell'elenco dei paesi produttori di vino, vedrai invece che negli ultimi anni, diversi paesi africani sono coinvolti con successo nel settore del vino. Per loro infatti, ragionevolmente, il vino sta diventando un settore importante da sfruttare visto l'opportunità economica, e non solo, di soddisfare una doppia domanda, quella dei turisti e quindi una domanda internazionale, e quella di un'emergente classe media interna.

E quindi in questo articolo, parlerò maggiormente dei paesi produttori dell'Africa subsahariana. Semplicemente perché penso che oltre il Sudafrica, siano poco o per niente conosciuti dal grande pubblico come paesi coinvolti nell'industria del vino. Però niente panico! Non ti annoierò con numeri. Piuttosto, penso che ti farà piacere arricchire la tua cultura gastronomica e scoprire che l'Africa ha molto da offrire all'industria del vino. E, se non sai come scegliere un buon vino, leggi fino alla fine!

I PAESI PRODUTTORI E LE VARITÀ

Il Sudafrica è un Paese molto ricco di cultura e di tradizioni. Soprannominato la "Rainbow Nation", è questa diversità che attrae le persone da tutto il mondo alla scoperta di questo straordinario patrimonio. Ma, probabilmente, sarai sorpreso di sapere che in realtà, uno degli aspetti più famosi del turismo in Sudafrica non è altro che la famosa grande strada del vino sudafricana, nella quale è compresa la strada del vino di Stellenbosch, la più grande e antica del paese. Ho fatto una presentazione su Stellenbosch per il conto delle mie attività accademiche. A seguito di questo articolo, pubblicherò il mio rapporto di valutazione finale, non esitare a consultarlo se ti interessa scoprire cosa offre questa città. Ed è molto interessante vedere come si sono organizzati i proprietari di aziende vinicole per poter sfruttare a meglio le potenzialità del turismo enogastronomico di quella regione del Sudafrica. Sappi solo che lo avevo scritto in inglese, perché la mia magistrale è in inglese, e quindi lo pubblicherò così come lo avevo scritto.

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In effetti secondo World Wide Wine Tours, il Sudafrica è l'ottavo paese produttore di vino al mondo a offrire vini non molto complessi da gustare, insieme a quelli della Francia, della Germania e dell'Italia. Gran parte del paesaggio della provincia del Capo Occidentale del Sudafrica è costituito da vigneti. Secondo chi l'ha visitato, (spero anch'io di poter visitarlo un giorno 😅) questi vigneti ricoprono meravigliosamente le colline di questa regione del paese, e già solo quello per loro è un vero piacere per gli occhi!

Il primo vino fu prodotto a Cape Town il 2 febbraio 1659 dopo l'arrivo di una compagnia olandese guidata da Jan Van Riebeeck nel 1652. Fu l'inizio di una fiorente industria che ancora oggi contribuisce a stimolare l'economia di questo Paese. Però si può dire che l'industria del vino sudafricana decollò davvero nel 1925 quando un professore, Perold, incrociò con successo il Pinot Nero ed il Cinsault per sviluppare la prima cultivar chiamata Pinotage, che, in seguito fu perfezionata e imbottigliata per la prima volta nel 1961. Ad oggi, il PINOTAGE è una creazione originale sudafricana ed è l'esportazione di maggior successo del paese.

NB: una cultivar è la varietà di una specie vegetale ottenuta artificialmente per essere coltivata.

Il vitigno più coltivato in Sudafrica è lo Chenin Blanc, seguito da vicino dallo Chardonnay. Lo Chenin Blanc ha grappoli medi, abbastanza compatti ed i suoi  frutti sono più o meno piccoli, hanno un gusto abbastanza aspro e hanno semi. Lo Chenin ha un'ottima adattabilità alle condizioni climatiche calde, tropicali o equatoriali, il che spiega il successo dello sviluppo di questa varità anche in quella regione del mondo. Inoltre, è una varietà precoce che resiste bene alle malattie. Grazie alla sua elevata acidità, lo Chenin Blanc permette di produrre spumanti e vini bianchi secchi o semi-secchi.

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In generale, i vini del Chenin hanno una certa finezza combinata con note floreali e fruttate. Per quanto riguarda il vitigno Chardonnay, (del quale avresti sicuramente già sentito parlare e anche assaggiato, perché è una delle più famose al mondo) ha la capacità di adattarsi a quasi tutti i tipi di clima e di situazioni vitivinicole. Questa caratteristica le è valsa quindi un'ampia espansione nel mondo. Proprio come i suoi grappoli, le sue bacche sono piccole e sebbene abbastanza aspre anche queste, il loro contenuto di zucchero però molto spesso può raggiungere livelli elevati. E quest'ultimo fatto permette di ottenere dalle sue uva vini equilibrati ma potenti con aromi di frutta secca, nocciole tostate o talvolta un aroma di frutta esotica.

Nonostante che il mercato sudafricano sia stato abbastanza dominato dalla coltivazione di vitigno per vino bianco, si nota un grande sforzo per poter produrre anche vino rosso; in particolare il Merlot, il Cabernet sauvignon e il Shiraz anche chiamato la Syrah. Per non parlare del già citato Pinotage che è un gran successo sia a livello locale che internazionale.

In poche parole, il Merlot è un vitigno con una maturità precoce abbastanza resistente all'umidità, e si adatta a terreni freschi. Nel bicchiere, ha un colore denso e una bella espressione aromatica di frutti rossi (fragola, lampone) o neri (mora, ribes nero) se raccolto molto maturo. Il Cabernet Sauvignon è famoso per essere il grande vitigno per i vini da invecchiamento. Ha un ciclo di maturazione del frutto piuttosto tardivo e nel bicchiere, lo si trova abbastanza fresco e un po 'acidulo con profumo di frutti rossi. Infine la Syrah ha una produzione piuttosto bassa ed è poca resistente ad alcune malattie degenerative. Dà vini molto vivaci ed aromatici. Come il Cabernet Sauvignon, un vino a base di Syrah rivela generalmente il suo pieno potenziale dopo alcuni anni di invecchiamento.

Vicina al Sudafrica, anche la Namibia produce il proprio vino! E questo non è una novità. Si ritiene infatti che le prime viti ci sono state piantate alla fine dell'Ottocento da missionari cattolici. La "Strada del Vino della Namibia" che conduce alla Eronga Mountain Winery è una delle più famose del Continente. La prima vendemmia risale al 2014 e ora il settore produce 3 vini. L'Etosha che è una miscela di Cabernet Sauvignon e Syrah, il Krantzberg che si alinea allo stile Bordeaux e il Namibian Kiss che è un vino potente e generoso con aromi di ciliegia.

In Kenya, le vendite di vino sono aumentate negli ultimi anni poiché quello che sarebbe iniziato più di 20 anni fa come una prova sperimentale si rivela oggi essere un'industria molto redditizia grazie alla crescente popolarità dei bar e di altri locali di divertimento e ristoranti, soprattutto nei centri urbani. In effetti, la crescita della classe media è la ragione fondamentale del boom della domanda di bevande alcoliche in generale e del consumo di vino in particolare. Perciò, l'industria vinicola keniota è attualmente è un gigante in crescita all'interno del paese.

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Prodotto in molte regioni, tra cui il Naivasha, l'altopiano di Yatta, il vino keniota ha influenze diverse. Nella mia ricerca ho identificato quattro tipo di vini. Per i rossi, abbiamo il misto Merlot-Shiraz, il rosato Leleshwa e un Sauvignon Blanc. Vini tutti ispirati dal palato keniota. I vigneti kenioti producono vini di altissima qualità; fruttato nel caso dei bianchi e dei rosati. Leggero e con sentori di frutti di bosco per i vini rossi. Ogni regione vinicola ha la propria cucina; proprio come in Italia, secondo i consumatori, questi vini si abbinano meravigliosamente con la cucina locale. Una particolarità che ho notato dei vigneti di Leleshwa è che le uve vengono raccolte solo a mano. Tale tecnica garantisce che solo le migliori uve vengano raccolte, e sicuramente la raccolta a mano garantisce una migliore qualità del vino.

In Senegal, ci sono due aziende vinicole nel paese. Una con un piccolo vigneto fuori Dakar (Le Clos des Baobabs) e un altro produttore di vino alla frutta (Vin du Sahel Winery) a Thiès, la "seconda città" del Senegal, a circa 90 minuti in macchina da Dakar.

Nessun progetto del tipo mai era stato provato fino a quando due uomini, spinti dalla stessa passione, solo pochi anni fa hanno realizzato l'impensabile che è il Domaine Du Clos Des Baobabs. Questa è la storia di due imprenditori francesi innamorati del Senegal. Philippe François, nato a Dakar e appassionato di vino sin dall'adolescenza e François Normant, che aveva deciso nel 2008 di emigrare in Senegal con la moglie senegalese. Nel gennaio 2013 i due imprenditori hanno impiantato un ettaro sperimentale di 5.000 piante, composto da Cabernet Sauvignon, Cinsaut, Sangiovese e Syrah. E così è nato il Domaine Du Clos Des Baobabs che oggi produce vini eleganti con aromi fruttati e che, secondo i consumatori, sono ancora più affascinanti dopo alcuni anni di conservazione.

In Etiopia, con due stagioni di raccolta all'anno, la viticoltura etiope ridefinisce il ciclo della stagione del vino! I vigneti piantati nel distretto dei laghi della Rift Valley producono vini locali secchi che gli espatriati adorano particolarmente e vini dolci per soddisfare il palato degli etiopi. Inoltre, l'alta valle dell'Awash situata a 180 km a sud-est di Addis Abeba con i suoi 100 ettari di vigneto produce vari vitigni tra cui Syrah, Chenin Blanc e un vitigno locale chiamato Dodoma.

Mentre in Gabon, è sugli altopiani di Batéké (Gabon sud-orientale) che si estendono quattro ettari di vigneto. Nel 2018 l'azienda ha prodotto poco più di mille bottiglie di rosé chiamati Malymas.

BUONO PER LE TASCHE, BUONO PER LA SALUTE,

BUONO PER LA BOCCA!

Il famoso detto "il buon vino più invecchia più migliora" oggi non si riferisce più solo al gusto, ma anche al valore che acquista negli anni. Con la crisi economica e le pietre preziose sempre più inaccessibili, il vino si sta rivelando anche come un buon fondo di investimento per garantire una buona redditività del proprio patrimonio; e sono in tanti i privati che non esitano a sborsare somme astronomiche per acquistare una buona bottiglia!

In tutto il mondo, proprio come tutto ciò che facciamo ormai, bere vino è diventato un modo di affermare il proprio status sociale. Ma bere un buon bicchiere di vino ogni tanto contribuisce alla buona salute. E per quanto possa essere sorprendente, aiuta anche a prevenire malattie cardiovascolari perché è una bevanda ricca, molto ricca di antiossidanti.

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Gli antiossidanti si trovano nelle verdure, nella frutta e in molte bevande naturali come il tè, il succo d'arancia o il succo di mela. Soprattutto, ricordati sempre che una dieta equilibrata è naturalmente ricca di antiossidanti.


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"La prima caratteristica di un buon vino è che bevendolo tutti i suoi aromi devono essere equilibrati. Un sapore non deve essere più forte rispetto agli altri. si deve quindi avere un'armonia tra tutti i sapori del vino. Inoltre, si valuta anche il colore. Un buon vino non deve avere un colore spento, e dal colore si capisce se un vino è giovane (meno di 5 anni), ha un colore rosso vivo, e se è vecchio (quando ha più di 15-20 anni), se il colore è rosso scurito. Questo è in poche parole per quanto riguarda il vino rosso.

Per quanto riguarda invece il vino bianco, si dovrebbe risentire un po più di acidità. Perché così si considera  fresco e più piacevole. Quindi l'acidità nel caso del vino bianco dovrebbe dominare leggermente. Insomma, visivamente un vino rosso non è una buona scelta se nel bicchiere non ha un colore vivo, se prevale troppo un aroma quando lo bevi, e anche se sa di tappo.

Ed è anche importante abbinare bene il vino al pasto che lo accompagna, perché un abbinamento sbagliato può rovinare tutto!".


Ksenia Frolova, Sommelier


E al supermercato, come scegliere un buon vino? Ecco i miei suggerimenti : fai attenzione al prezzo. Sarai sicuro di scegliere un buon vino se prendi uno che costa più di 5 euro; per scegliere un buon vino che costa meno di 5euro, salvo che sia un vino che ti piace particolarmente, devi essere un intenditore di vino. Poi, controlla il grado di alcol; per un buon vino, il minimo è 12,5%. Ed infine, controlla anche il fondo della bottiglia. Più profondo è il fondo della bottiglia di vino, più sei sicuro di fare la scelta giusta! Per me, questi suggerimenti valgono sia per vini rossi che per vini bianchi.


NB: Le bevande alcoliche vanno consumate con moderazione ed in modo responsabile.



Affettuosamente, Knaejeve 💕








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